FOTO E VIDEO

"TFR"

"E i Promessi Sposi?"

"Pinocchio"

"Peter Pan"

"La bella e la bestia"

"Angela & Demony"

"Cenerentola"

Il primo lavoro della compagnia che attraverso un escursus della storia della musica dall'epoca medioevale fino ai giorni nostri, evidenziava le capacità di ogni singolo partecipante allo spettacolo.

Si andava dalla musica Medioevale ad opera del flutista Alberto Matarrucco, accompagnato da un'allora sperduta percussionista Chiara Sicilia, che sarebbe poi divenuta fantastica ed esperta batterista del gruppo musicale, attraverso un periodo lirico con..... , si giungeva alla fase moderna con un gruppo jazz veramente professionale , rappresentato da....

Non mancavano momenti di poesia con l'interpretazione solo vocale di una famosa canzone di F. Guccini ad opera di Antonio Iavernaro, un'appassionata "Se bruciasse la città" magfistralmente interpretata dal regista Pasquale (detto Lino) Caprioli, vero perno di questo e di tutti gli spettacoli futuri del gruppo. A traghettare il pubblico in questa storia vi erano Patrizia Bertoncello, autrice dei testi, Eugenia Fietta interprete di se stessa a fine rapporto, ed un meraviglioso e sorprendente Piero Bau' nella parte di Orchite, antico greco catapultato nella baraonda di matti.

Era un po' un'armata Brancaleone alle prime armi, in cui ognuno interpretava un ruolo piu' consono alle proprie capacità, ma lo spettacolo ebbe discreto successo soprattutto perche' realizzo' la nascita del gruppo e di amicizie che avrebbe dato i suoi frutti negli anni a venire.

L'idea dello spettacolo nacque una sera in cui pigiati nell'auto dell'allora Direttore Medico dr. Giovanni dal Pozzolo, il gruppetto storico costituito da Pasquale Caprioli, Patrizia Bertoncello, Maria Teresa Franceschetti ed Antonio Iavernaro si recava a "visionare" uno spettacolo organizzato dal gruppo teatrale del vicino Ospedale di Vicenza.

Traendo spunto della satira dei Promessi Sposi realizzata anni addietro dal trio Marchesini-Lopez-Lombardi si volle adattare il famoso romanzo del Manzoni ad una copia falso-autentica del meno conosciuto Alemanzo Sandroni (Antonio Iavernaro). La caratterizzazione dei personaggi fu un po' distorta dall'originale, in quanto ad un Renzo un po' grullo (Rino Giandesin) venne associata una Lucia con sindrome bipolare in cui si fondevano le due anime: una nera e soul magistralmente interpretata da Renza Vidale e una versione piu' ingenua e candida interpretata da Patrizia Costa.

Un Fra' Cristoforo astuto imprenditore di agenzie viaggi, (Enzo Bizzotto) una dolce e materna Agnese (Eugenia Fietta) cui si contrapponeva l'anima popolare della Perpetua ( Marilena Lievore), un don Abbondio molto bolognese (Mirco Zadro) facevano da contorno alle figure principali di Don Rodrigo (Pasquale Caprioli) ardente innamorato delle Lucie e del suo caro amico Innominato, molto caro e molto gentile, (splendido e professionale come sempre anche in queste parti un po' "intermedie" Piero Baù).

Nasce burattino, ignaro del mondo che lo circonda, curioso dai tanti perche' ed assolutamente innocente, come un cucciolo bisognoso di affetto.

All'inizio non si rende conto di questo bisogno: nato da un tronco i suoi primi desideri sono di appagamento dei bisogni primari: mangiare, dormire, giocare. Pian piano pero' il disagio viene elaborato con la ricerca di un qualcosa che va oltre tali bisogni, e nasce il bisogno di affetto : l'amicizia verso la compagnia degli amici, l'attrazione verso la bambina bella, la necessita' di evadere le restrizioni della quotidianeta' e della moralita' della propria coscienza.

Nasce un bisogno di libertà ed autonomia sociale ed economica (5 monete d'oro) che viene frustrata dapprima dalle imposizioni della società (Mangiafuoco, i tranelli del Gatto e della Volpe, i gendarmi) poi dalla coscienza della propria diversità e dell'alienazione degli amici della compagnia (Lucignolo lo abbandona). Ma nel momento del massimo della disperazione per il proprio insuccesso, quando prega di tornare albero, quindi rinnega la propria nascita, e' l'amore di Geppetto che lo salva e gli dona la coscienza del proprio valore, in quanto burattino e non in quanto possibile bambino futuro.

Ancora una volta il gruppo supera se stesso: sempre con tutti i brani suonati dal vivo dal gruppo musicale diretto dal maestro Angelo... . si mette in scena un rifacimento dell'omonimo musical della Compagnia della Rancia con musiche dei Pooh, integrate da alcuni splendidi brani di Baglioni che fanno da giusta cornice ad un gruppo sempre piu' affiatato e sempre meno dilettantesco.

Un ancora splendido Piero Bau' nella parte del burattino , in contrasto con la sua anima discola Lucignolo (Patrizia Bertoncello) e la sua coscienza-Grillo Parlante (Antonio Tufano) si interfaccia col papà Geppetto (Lino Caprioli) innamorato della sua Angela (Viviana....). La storia viene narrata da un'anziano Narratore (Antonio Iavernaro) ad una teen-ager (Sara Iavernaro) in conflitto esistenziale. Ed il finale , in cui si scopre che il Narratore altri non è che nonno Pino, burattino invecchiato e felice di aver amato abbastanza rappresenta il messaggio finale e’nella frase della canzone che puo’ fare da sottotitolo allo spettacolo:

“PUÓ SEMBRARE FANTASIA MA È LA VERITÁ: E’ SOLTANTO AMORE LA PAROLA GIUSTA, È SOLTANTO AMORE!

 

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Disse Trilly al suo fedele amico Peter Pan: "Io sono in quella zona tra sonno e veglia, quando ti ricordi ancora i sogni, lì ti amerò, lì è il mondo delle fate." J.Matthew Barrie

Peter Pan e’ la fiaba che ha colorato la nostra infanzia di fate, bambini sperduti, cattivi pirati e di terribili Capitan Uncino. E’ la fiaba che ci ha fatto volare con la fantasia dalla finestra chiusa della nostra camera all’Isola che non c’e’, cosparsi di polvere di fata. E’ la fiaba che ci ha fatto credere di poter restare bambini per sempre. Poi si cresce, si dimenticano tante storie o non si crede piu’ ad esse e spesso anzi non si ha piu’ neanche il tempo per pensarci.

Ed arriva un momento in cui guardandosi indietro si scopre di aver perso l’occasione di essere felici: ed allora si va alla ricerca di Neverland, della propria Isola Che Non C’e’; ma per poterlo fare bisogna ricordarsi di saper volare, perche’ tutti i bambini quando nascono sanno volare, solo che crescendo se lo dimenticano. E non si puo’ volare senza polvere di fata, e le fate non vivono se non si crede in loro , e l’Isola Che Non C’e’ non esiste senza i Bambini Sperduti che sono stati dimenticati dagli adulti e sono rimasti perennemente bambini e soprattutto senza il Bambino piu’ importante: Peter Pan, il fanciullo che noi abbiamo dimenticato e che dobbiamo ritrovare.

Noi abbiamo creduto alle Fate, fatelo anche voi con noi e voleremo insieme a Neverland dove ci saranno in eterna lotta un terribile Capitan Uncino e un irriverente Peter Pan amici-nemici e complici in quel misterioso mondo di Pirati, Fate e Bambini Sperduti.

Facciamoci aiutare dai bambini che abbiamo vicino gioiamo della loro gioia anche perche’ come dice un antico proverbio Zen: "I bambini vedono le montagne, gli adulti non vedono le montagne, i saggi vedono le montagne” .

Ma attenzione! “Il sogno si sta risvegliando, le luci si abbassano, accendete la fantasia, si parte per l’Isola Che Non C’e’!”

…E a volte ritornano. Puntuali come gli altri anni i vostri amici della Compagnia teatrale "Ospedale in Prosa" tornano a calcare le scene dell'ormai familiare teatro Remondini. Dal 2005 in cui si cimentarono nella storia della Musica con un "T.F.R: ovvero trattamento di fine rapporto", espressione della follia e dell'amore per la musica, si sono ripresentati l'anno successivo con "…e i Promessi Sposi?", simbolo dell'amore passionale e travolgente, si sono perfezionati nel "Pinocchio", con testimonianze di amore filiale e di rispetto del diverso e hanno raggiunto il culmine nel recente "Peter Pan", simbolo dell'eterna giovinezza e della fantasia.

Quest'anno il tema dominante sara' l'amore, l'amore vero, che travalica i condizionamenti delle forme esteriori e riesce a cogliere il prezioso che anche la Bestia apparentemente piu' orribile nasconde nel suo profondo. La "Bella e la Bestia" che abbiamo avuto l'ardire di preparare e presentarvi e' forse il musical piu' rappresentato al mondo: ogni compagnia amatoriale o professionale l'ha portato in scena almeno una volta, e non per questo perde tutto il suo fascino di mistero e fantasia.

Due famiglie antiche, costrette in un unico condominio un po' speciale, che si contendono il possesso dell'attico "Paradiso", status symbol di prestigio e di potere. Ma la coabitazione già di per se resa difficile dalla natura insolita dei condomini diviene ancora più complicata quando il sentimento più antico del mondo, l'amore, entra in gioco a mischiare le carte.

Due giovani si conoscono , si fronteggiano ed infine si innamorano nonostante le difficoltà collegate alla diversa origine e natura delle rispettive famiglie. Il tema dominante dello spettacolo è la ricerca delle ali: il prestigio, la promozione sul lavoro, un miglioramento sociale. Queste sono le ali che ognuno di noi cerca nella sua vita.

Ma alla fine solo coloro che capiranno la vera natura delle ali potranno ambire alla conquista del proprio attico "Paradiso"; perché il vero scopo della vita è realizzare se stessi, in quanto "noi contiamo qualcosa solo in virtù dell'essenza che incarniamo e, se non la realizziamo, la vita stessa è sprecata".

Che sia uno spettacolo, una canzone o un balletto ognuno di noi ha voluto far dono della propria essenza; e quale migliore destinatario di tale dono che un progetto come quello della "Conca d'Oro" in cui altre persone hanno trovato le proprie ali nell'altruismo e nelle nell'aiutare persone meno fortunate a vivere una vita normale. Il vero attico Paradiso e lì, in una struttura nata dal niente, fondata sull'amore , che ha donato serenità e normalità ad angeli in cerca della propria essenza. Angela e Demony troveranno forse il loro attico in Paradiso. Noi lo abbiamo trovato qui vicino, dietro la curva di una strada, e lo abbiamo subito amato come spero voi amiate il nostro spettacolo.

Cenerentola è la madre di tutte le fiabe. Chi non conosce la storia della bambina orfana dei suoi genitori ed affidata ad una matrigna cattiva con due (tre nel nostro spettacolo) sorellastre che la maltrattano fin quando non arriverà il Principe a salvarla? Dalla fiaba originale di  Charles Perraut e da quella dei fratelli Grimm la versione moderna più nota è quella del 1950 del famoso cartoon di Walt Disney, trasformata anche di recente in un film ed in un musical.

La “nostra “ Cenerentola rispecchia tutte le caratteristiche storiche della fiaba, con qualche piccola aggiunta che sono sempre state il nostro “marchio di fabbrica”

La tematica principale della nostra storia è “la scarpetta”, un oggetto magico che giunge nella realtà dai sogni di una fanciulla e che rimane nella realtà anche quando il sogno è terminato.

“I sogni sono desideri” canta la canzone iniziale, ed il sogno della scarpetta con tutto ciò che essa rappresenta diventa realtà per la povera fanciulla divenuta Principessa; ed il sogno e la speranza di una sua realizzazione viene donata alla piccola bambina della scena iniziale, perché anche lei possa, come la sua Cenerentola, avere un sogno e crederne nella sua realizzazione.

La  “Città della Speranza”, cui andranno i nostri proventi quest’anno, è una scarpetta meravigliosa nata dal desiderio di aiutare a guarire dei piccoli ammalati. La malattia è per sua natura brutta, ma lo è ancor di più quando colpisce una giovane vita, una vita appena sbocciata che ha tutti i diritti di star bene ed essere spensierata; ecco perché noi vogliamo, nel nostro piccolo, aiutare col nostro teatro un’istituzione che si adopera per guarire i bambini. A loro andranno il nostro grazie e i fondi che, grazie alla vostra generosità e a quella dei nostri sponsor, riusciremo a raccogliere in questi spettacoli e nei prossimi, affinchè i sogni ed i desideri di ognuno dei piccoli ammalati possa diventare realtà anche per loro come per la piccola Cenerentola

Associazione Culturale, Gruppo Teatrale "Ospedale in Prosa, via Dei Lotti n. 10 - 36061 Bassano del Grappa (Vicenza).

info@ospedaleinprosa.net